diritti e sociale 

Giornata internazionale per l’aborto libero e sicuro, Non Una di Meno monitora lo stato della Sanità pubblica

È iniziata questa mattina la campagna di rilancio dell’Osservatorio Salute testimonianze su aborto, salute sessuale, procreazione e violenza ostetrica

L’appuntamento era per questa mattina alle 10:30 appuntamento in piazza Caricamento per dirigersi verso ponente e verso la val Bisagno per dare notizia che l’Osservatorio Salute di Non Una Di Meno Genova è pronto a ripartire. «Saliremo sugli autobus e distribuiremo volantini e adesivi con QR Code per accedere alla pagina Instagram dell’Osservatorio Salute dove raccoglieremo le testimonianze su aborto, salute sessuale, procreazione e violenza ostetrica – spiegano a Non Una di Meno -. Uno spazio transfemminista in cui ognunə può condividere la propria esperienza, rompendo il silenzio e l’isolamento in cui spesso ci ritroviamo di fronte alle istituzioni mediche e sanitarie».

«Intendiamo monitorare lo stato di funzionamento della sanità pubblica, l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, la presenza delle associazioni no-scelta a Genova e sul territorio ligure, per poi diffondere informazioni e strumenti di autotutela – dichiarano, ancora, a Non Una di Meno – La violenza nell’ambito della nostra salute sessuale e riproduttiva ha tante facce che solo noi possiamo riconoscere, rendere visibili e denunciare pubblicamente. È violenza quando: unə ginecologə o unə medico dà per scontata la tua eterosessualità, non ti vengono fornite le informazioni necessarie per scegliere, trovi unə medicə obiettore e vuoi interrompere una gravidanza, incontri in ospedale o consultorio chi ti accusa di essere unə assassinə, o ti offre bonus e spiccioli perché tu non abortisca, non ottieni la contraccezione d’emergenza, i percorsi di affermazione di genere sono patologizzati e costosi, ti negano la presenza di un accompagnatore/trice, subisci pratiche invasive durante il parto, sei lasciatə solə dopo il parto, il tuo dolore viene sottovalutato, il ritardo diagnostico è dovuto a pregiudizi, non sei credutə, devi pagare per la prevenzione, per le visite e per le analisi, parlano di te in tua presenza come se non ci fossi. La condivisione pubblica di testimonianze serve a far sì che tuttə riconoscano come violenza quel disagio che si trovano a vivere ma a cui non danno questo nome. Le testimonianze viaggeranno insieme a noi, nelle piazze, sui muri delle strade, nei nostri cortei».

«Questa è un’azione politica che ha scelto il 28 settembre, Giornata internazionale per l’aborto libero e sicuro, per lanciare lo strumento dell’Osservatorio – conclude l’associazione femminista -. Vogliamo mappare e contrastare la presenza di Provita e antiscelta nei luoghi della salute. Vogliamo una diversa formazione del personale nei posti di lavoro e nelle università. Vogliamo poter decidere del nostro corpo. Vogliamo poter accedere a un servizio sanitario gratuito e di qualità».

Scrivi la tua testimonianza a osservatoriosalutegenova@gmail.com, alla pagina Instagram osservatoriosalutegenova.
Se vuoi scrivere in modo anonimo all’Osservatorio usa questo link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeAKBgtq_zFDfaeRqixtv9R9IGDYZZU-w2k-9OzKqrFePhsuw/viewform?pli=1&pli=1

La tua testimonianza verrà pubblicata in modo anonimo sul nostro canale IG. Se vuoi che la tua testimonianza non venga resa pubblica ma vuoi comunque condividerla con noi, specificalo nel tuo messaggio.
Ti chiediamo, se puoi e vuoi, di specificare il luogo, la sede sanitaria o la figura medica e l’anno a cui fai riferimento nella tua testimonianza. Ci aiuta a mappare il territorio e permettere che altrə non incorrano nelle stesse situazioni di violenza.
Sorellə, non sei solə. Ci stiamo vicinə, facciamo rete e vogliamo cambiare le cose.

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